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Sopraluogo degli Europarlamentari alla Ex C&C

COMUNICATO STAMPA

Bruxelles, 14 Luglio 2018

 

EUROPARLAMENTARI DEL MOVIMENTO 5 STELLE IN VISITA ALLA “FABBRICA DEI VELENI” DI PERNUMIA 

 

“Un enorme deposito che contiene circa 50.000 tonnellate di rifiuti tossici classificati come pericolosi. Entrare e vedere dal vivo la ex C&C di Pernumia è un'esperienza scioccante. Qui, nonostante le denunce, le interrogazioni parlamentari e le petizioni dei comitati cittadini, l’immenso cumulo di rifiuti è rimasto tal quale da anni, nell’immobilismo della politica”. Questo il commento dell'eurodeputata del Movimento 5 Stelle, Eleonora Evi, dopo la visita di ieri, 13 luglio 2018, alla C&C di Pernumia, nel Padovano, effettuata insieme al collega Marco Zullo. Dopo un breve incontro con il Sindaco di Pernumia Simonetto, si è svolta la visita del deposito insieme al Vice Sindaco di Battaglia Terme, Rango, ed esponenti delle associazioni impegnate da anni sul territorio quali Loredana Turatto, associazione ‘La Vespa’, Annachiara Capuzzo e Maria Angela Cappellozza del comitato ‘SOS C&C”, Christian Bergamin del comitato popolare 'Lasciateci Respirare' e il rappresentante del coordinamento associazioni ambientaliste 'Parco Colli Euganei'.

Una situazione, quella della C&C di Pernumia, sollevata già nel 2013 dallo stesso Comitato “SOS C&C” che ha presentato una petizione al Parlamento europeo per denunciare lo stoccaggio di 52mila tonnellate di rifiuti tossici. Tante sono state le audizioni a Bruxelles in cui i rappresentanti della petizione hanno presentato la situazione di pericolo in cui permane da anni il territorio padovano a causa della presenza dei rifiuti tossici. “La richiesta era chiara – ha spiegato Evi – rimuovere i rifiuti e bonificare l'intera area. La precaria messa in sicurezza del capannone non dà alcuna rassicurazione sulla tenuta dell’edificio affinché svolga una seria azione di prevenzione della contaminazione del territorio. Non solo. A poche decine di metri dal deposito scorre il canale Vigenzone. In caso di piena, il potenziale danno ambientale all’intero territorio a valle sarebbe gravissimo”, ha continuato la Evi. “La visita alla ex C&C - ha detto Marco Zullo - ci ha mostrato una situazione drammatica, una bomba ecologica che può mettere a repentaglio la salute dei cittadini e dell’ambiente. Oggi si deve intervenire per ripristinare la salubrità e la sicurezza del sito, purtroppo sarà una operazione costosa ma questo non deve essere un alibi per lasciare tutto come è. È necessario fare squadra a tutti i livelli istituzionali, dall’Europa ai comuni interessati passando da Roma e dalla Regione. Molti soldi vengono nominalmente destinati alla bonifica, ma poi si perdono in mille rivoli facendo risultare le azioni insufficienti. È il momento di definire e pianificazione interventi certi e efficaci, perché la salute dei cittadini è prioritaria”. Un punto da cui non si torna indietro perché “con il Governo del Cambiamento - ha concluso Evi - l’ambiente è tornato ad essere centrale ed è ora di fare dei passi avanti in questa direzione”.

 

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Comunicato stampa relativo al convegno del 24 febbraio

fatto pervenire un comunicato stampa per informare che la Regione ha stanziato in totale 2.200.000 euro, di cui solo 500.000 utilizzati. Sui rimanenti 1.700.000, a distanza di oltre tre anni, non ha visto ancora nessuna rendicontazione da parte del comune di Pernumia.

Da parte sua il sindaco di Pernumia, Luciano Simonetto, giustifica i ritardi con la difficoltà a gestire un bando europeo (ma è una procedura che il Comune ha già espletato nel 2014!), l’Associazione e il Comitato denunciano lo scandaloso ritardo nell’avviare le procedure amministrative: i 1.500.000 euro sono disponibili dai primi mesi del 2015, ma il primo incarico finalizzato al bando è stato emesso solo a luglio 2017. E in questo desolante rimpallo di responsabilità il tempo passa inesorabile e i rischi per la salute dell'ambiente e dei cittadini sono l'unica costante certezza.

Le difficoltà dei piccoli comuni che spesso sono caricati di incombenze senza avere i necessari strumenti sono state comunque ribadite anche dai sindaci di Battaglia Terme Massimo Momolo e di Due Carrare Davide Moro, che anche per questo si sono rammaricati dell’assenza della Regione su un tema così urgente.

Il senatore Giovanni Endrizzi, nel suo intervento, ha sottolineato che una Regione che vuole l’autonomia deve saperla poi gestire su questioni importanti che coinvolgono la salute e la sicurezza del territorio da rifiuti tossici, e come sia necessario il tutoraggio degli enti superiori qualora procedure complesse come i bandi europei mettano in difficoltà i comuni.

 

L’Associazione La Vespa e il Comitato SOS C&C hanno intenzione di scrivere all’assessore Gianpaolo Bottacin e chiedere un incontro, perché le istanze ci sono e vanno affrontate e, come sa bene anche la Regione, è necessario prevedere nuovi stanziamenti, oltre che indagare sul possibile utilizzo di fondi europei e di fondi nazionali. Su questo si sta impegnando da oltre un anno l’onorevole Gessica Rostellato, che aveva convocato a Roma un tavolo tecnico presso il Ministero con i tre sindaci e la Regione, quest’ultima assente anche in quell’occasione.

Intanto la Commissione Petizioni dell’UE, a cui i cittadini si sono rivolti nel 2013, continua a sollecitare periodicamente la Regione perché si giunga alla soluzione del problema; anche qui, la missiva del 2017 non ha mai ricevuto risposta e anche per questo, scrive la Presidente Cecilia Wilkstrom in data 1 febbraio 2018, si rende necessaria un’ulteriore discussione del caso ex C&C a Bruxelles.

 

 

Rimane che situazioni di questo tipo dovrebbero essere prevenute, non curate, ha sottolineato Francesco Miazzi del Comitato popolare Lasciateci Respirare, con un sistema efficace di controlli ambientali pubblici che in questo caso evidentemente non ha funzionato e dando ascolto ai cittadini, le sentinelle del territorio, quando segnalano problemi di inquinamento, come è avvenuto a Battaglia Terme fin dal 2002 quando la C&C era ancora in attività.

 

Il consigliere regionale Andrea Zanoni insieme ad altri della minoranza ha presentato da pochi giorni la sua seconda interrogazione per sollecitare interventi concreti: i soldi ci sono, se ad esempio per la Pedemontana la Regione spende 300 milioni in più, bisogna a questo punto stabilire le priorità.

 

Quello della ex C&C è uno dei casi più gravi di abbandono di rifiuti tossici nel nostro territorio, ma non è isolato; nella zona tra Padova, Treviso e Vicenza sono più di 350 i siti contaminati. Il fotografo Luca Quagliato ha presentato al convegno il suo progetto per documentarli, dal titolo Terre di Sotto, a testimonianza di una devastazione del territorio senza precedenti.

 

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Visitate il sito"La Terra Di Sotto"parla anche della ex C&C

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A Bruxelles per la ex C&C

La petizione rimane aperta

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La petizione che abbiamo presentato tre anni fa è stata ridiscussa ieri a Bruxelles, in Commissione Petizioni, con esito positivo. La Commissione ha dato ragione ai cittadini e manterrà aperto il procedimento. I rappresentanti dell’Associazione LaVespa e del Comitato SOS C&C con una presentazione convincente hanno esposto i motivi per i quali il problema del sito di Pernumia merita nuovi approfondimenti, non solo per cercare altri fondi, ma perfino per smuovere i finanziamenti, peraltro non risolutivi, ancora fermi nelle casse regionali da diversi anni. La funzionaria della Commissione europea che ha coordinato l’inchiesta ha ringraziato i cittadini per queste nuove informazioni, che gettano una nuova luce sulla vicenda. Tra gli eurodeputati italiani erano presenti solo Eleonora Evi e Marco Zullo (M5S), che hanno fatto due precise richieste: di coinvolgere anche la Commissione Ambiente e Sicurezza Alimentare (ENVI) nella vicenda e di inviare le prossime lettere non più solo alla Regione Veneto, ma anche al Sindaco di Pernumia. Infatti, da una richiesta di accesso agli atti avanzata dal consigliere regionale Andrea Zanoni (PD) lo scorso luglio riguardante il milione e mezzo, risulta che il Comune di Pernumia non ha ancora avanzato nessuna richiesta di utilizzo di quei fondi. Il sindaco peraltro, forse in previsione del nostro appuntamento a Bruxelles, alcune settimane fa aveva annunciato un nuovo bando di gara, ma non c’è ancora niente di formale e di certo.
Il mantenimento della petizione aperta è un grande successo che permette ai cittadini di essere aiutati nell’azione di sprone alle istituzioni italiane.

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Lunedì 28 novembre, a Bruxelles, i rappresentanti del comitato SOS C&C e LaVespa (accompagnati dall’eurodeputata Eleonora EVI (M5S) esporranno davanti alla Commissione Petizioni i motivi per i quali la petizione sulla vicenda della ex C&C di Pernumia (PD) inoltrata tre anni fa deve restare aperta

La Regione Veneto infatti, nello scambio documentale intercorso con la Commissione, comunicava di avere messo in atto o avviato provvedimenti per la risoluzione del problema della ex C&C, quali stanziamenti di denaro, interventi di messa in sicurezza, analisi, tanto da indurre la Commissione Petizioni a chiedere la chiusura del procedimento in quanto “le autorità italiane competenti stanno adottando misure appropriate per assicurare la pulizia del sito” (maggio 2016).

Ma poiché invece la situazione della cosiddetta fabbrica dei veleni di Pernumia non è affatto mutata né tantomeno risolta, su quanto dichiarato dalle autorità italiane (Regione Veneto e Comune di Pernumia) i cittadini daranno delle opportune precisazioni. Non bastano infatti degli atti formali a risolvere il problema, e in questa vicenda molte intenzioni programmatiche sono ancora allo stato di intenzioni programmatiche e importanti stanziamenti di fondi, peraltro non risolutivi, sono ancora fermi nelle casse regionali da diversi anni.

 

Per cominciare, lo stanziamento di 200.000 euro della Regione per l’analisi dell’area esterna non è ancora stato utilizzato, dopo ben 7 anni. Era finalizzato a verificare la contaminazione del suolo e delle falde dal momento che 3.500 tonnellate di rifiuti erano stati riversati sul terreno e lì sono rimasti per 5 anni. I passaggi normativi sono stati fatti, ma il Sindaco di Pernumia ha dichiarato che non farà eseguire le analisi prima della completa rimozione dei rifiuti che sono dentro ai capannoni. Per come stanno procedendo le cose, tra quanti anni i cittadini sapranno se le falde idriche sono contaminate?

Il secondo finanziamento è del 2011: altri 500.000 euro per la messa in sicurezza e il parziale asporto di rifiuti. Praticamente con un bando del 2015 sono state asportate 2.700 tonnellate, pari al 4% delle 52.000 totali, utilizzando 250.000 euro.

Ma il caso più clamoroso riguarda 1.500.000 euro che la Regione Veneto ha stanziato nel 2014 per  la rimozione dei rifiuti. Ebbene, il bando di gara del 2015 sopra citato ha riguardato solo 250.000 euro residui del finanziamento del 2011, anche se il milione e mezzo era già disponibile alla data del bando. A tutt’oggi, dopo due anni, anche questo finanziamento non è ancora stato speso. Il Comune ha solo annunciato che lo utilizzerà, ma i tempi sono ancora tutti da definire.

 

Intanto la situazione del sito è sempre molto precaria, addirittura, terminati i lavori, l’area è stata abbandonata e ignoti hanno scaricato altri rifiuti all’interno. Dentro vi sono ancora 50.000 tonnellate di rifiuti mentre rimangono i rischi legati all’età degli edifici e a trombe d’aria e alluvioni, sempre più frequenti.

 

I cittadini si chiedono: se le autorità italiane, a petizione aperta, stanno affrontando il problema con i ritardi che abbiamo visto, cosa succederebbe se la petizione venisse chiusa? La situazione potrebbe solo peggiorare. Evidentemente sono necessarie ulteriori inchieste da parte della Commissione europea, non solo per accelerare la ricerca di fondi, ma perfino per utilizzare quelli già disponibili.

Zanoni, Ruzzante, Sinigaglia (Pd): "L'area C&C di Pernumia è una bomba ambientale. La Regione trovi le risorse per la bonifica"

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA N.

AREA C&C DI PERNUMIA: UNA “BOMBA AMBIENTALE” CHE STA METTENDO SEMPE PIU' A RISCHIO LA SALUTE PUBBLICA

Presentata il 19 luglio 2016 dai consiglieri Zanoni, Ruzzante, Sinigaglia.

Premesso che:
- il 27 giugno 2016 il Comitato SOS C&C, l’associazione La Vespa, il Comitato difesa Colli Euganei, il Comitato popolare “Lasciateci respirare”, l’associazione il Colibrì-tutti i colori del mondo, Italia Nostra e Legambiente di Padova hanno inviato al Presidente della Regione del Veneto, all’Assessore regionale all’Ambiente, ai Sindaci dei Comuni di Pernumia, Battaglia Terme e Due Carrare, al Presidente del Bacino Padova Sud, al Presidente del Consorzio di Bonifica Adige Euganeo e all’Ufficio del Genio Civile di Padova la seguente lettera: “I cittadini dei comuni di Pernumia, Battaglia Terme e Due Carrare convivono dal 2005 con un grave rischio sanitario e ambientale, costituito dalla ex C&C, altrimenti nota come "la fabbrica dei veleni". È un fatiscente edificio al centro di una nota e abnorme vicenda di traffico di rifiuti tossici, avvenuta ai piedi del Parco dei Colli Euganei, vicino alle rinomate stazioni termali di Battaglia Terme, Montegrotto Terme e Abano Terme. La storia è risaputa, e ha lasciato in eredità al territorio 50.000 tonnellate di rifiuti speciali pericolosi all'interno di capannoni fatiscenti, nelle immediate vicinanze di centri abitati, campagne produttive e di un corso d'acqua che porta le sue acque a ridosso della Laguna di Venezia. Ed è proprio questo corso d'acqua, il Vigenzone, vicinissimo alla C&C che preoccupa i cittadini in quanto li ha tenuti col fiato sospeso più volte. ll 25 dicembre 2010 le acque hanno raggiunto un livello estremamente preoccupante tanto da allarmare le amministrazioni dei tre comuni confinanti con la ex C&C (Pernumia Battaglia T. Due Carrare) e la Protezione Civile in quanto l'acqua non defluiva verso il mare per cui è stata lanciata l'allerta esondazione. Il 16 marzo 2011 si è ripetuto il rischio esondazione. Il 4 febbraio la situazione si è presentata in modo ancor più allarmante, mancavano pochi centimetri per esondare all'altezza della ex C&C. Bacino PD3 immediatamente aveva provveduto a mettere delle paratie per impedire all'acqua di arrivare all'ingresso dei capannoni e quindi di allagarli. La preoccupazione di Bacino PD 3 è stata tale che ha inviato un fax urgente all'ufficio del Genio Civile di Padova per essere tempestivamente informato su eventuali peggioramenti della situazione (si allega il fax urgente). Lungo l'argine si sono aperti pure numerosi fontanazzi. Se le acque fossero fuoriuscite verso la fabbrica, avrebbero diffuso i fanghi nelle campagne circostanti, causando un immane disastro ambientale con gravissime conseguenze sulla salute pubblica e sull'economia agricola della zona. Considerato che l'area occupata dai capannoni della ex C&C e le aree limitrofe sono considerate ad elevato pericolo idraulico chiediamo alle amministrazioni pubbliche e agli enti destinatari di questa lettera di attivarsi con grande sollecitudine affinché la zona del sito sia inserita nelle "zone di attenzione" ai sensi dell'art. 6 lettera d) del PAI. Questo è un passo fondamentale per attingere ai fondi stanziati dal Ministero dell'Ambiente per la prevenzione del rischio idrogeologico (…);
- quanto sopradescritto evidenzia come nell’area dell’ex C&C di Pernumia permanga una situazione di grave criticità ambientale.

Tenuto conto che:
- la legislazione attualmente vigente prevede che il Ministero dell’Ambiente attivi le procedure per il finanziamento di interventi di bonifica dei siti di interesse nazionale e non di quelli di interesse regionale;
- le risorse regionali finora stanziate per la bonifica dell’area dell’ex C&C di Pernumia sono state destinate essenzialmente all’esecuzione del piano della caratterizzazione e agli interventi di messa in sicurezza di emergenza. Alcuni mesi fa sono state rimosse dall’area circa 2727 tonnellate di rifiuti tossico nocivi ma nei capannoni ne giacciono ancora circa 49 mila;
- per la rimozione dei rifiuti e la bonifica completa del sito servono ulteriori risorse regionali nonché quelle eventualmente reperibili attraverso i fondi europei assegnati al Veneto;
- questa situazione deve essere risolta rapidamente e in modo definitivo per evitare un possibile disastro ambientale e per salvaguardare la salute della popolazione locale.

Tutto ciò premesso

i sottoscritti consiglieri interrogano la Giunta regionale per sapere

come intende intervenire in merito alla perdurante grave situazione ambientale dell’area dell’ex C&C di Pernumia, tenendo conto anche delle preoccupazioni e osservazioni espresse dai Comitati dei cittadini e dalle Associazioni ambientaliste locali.

Inizio dei lavori di rimozione rifiuti

ROSTELLATO SU C&C : "OGGI E' UN BUON GIORNO MA RESTA TANTO DA FARE"

La deputata del Partito Democratico Gessica Rostellato, da mesi molto attiva per la soluzione del problema della 'Fabbrica dei Veleni' cioè la C&C di Pernumia, era presente questa mattina all'inizio dei lavoro di smaltimento della prima parte dei rifiuti pericolosi.

"L'inizio delle operazioni di Bonifica della C&C è sicuramente una bella notizia, oggi è un buon giorno perché finalmente inizia a smuoversi una situazione che era immobile da tanto, troppo tempo ed oggi finalmente abbiamo dei primi risultati concreti.
Tuttavia guai a pensare che il problema sia risolto del tutto, fare questo errore sarebbe imperdonabile: la somma che si sta usando adesso è sufficiente solo per trasportare una parte di questi rifiuti, bisogna continuare l'azione di pressione perché venga sbloccata la cifra di 1,5 milioni di euro che è ferma in Regione e che consentirebbe di risolvere definitivamente il problema.
Al tempo stesso però dobbiamo anche dire che da quando, qualche mese fa, abbiamo preso in mano la vicenda della C&C sono stati fatti dei passi in avanti ed anche la convocazione del tavolo politico a Roma che io stessa ho voluto, è un'altra testimonianza del fatto che questo argomento è sempre 'caldo' e che non vogliamo lasciarlo cadere nel dimenticatoio. 
Siamo soddisfatti ora, ma da domani rimettiamoci al lavoro a testa bassa".

LUNEDI' 9 NOVEMBRE 2015 INIZIANO I LAVORI DI RIMOZIONE DEL IL 3-6% DEI RIFIUTI ACCUMULATI ALL'INTERNO DEI CAPANNONI

Fabbrica dei Veleni, i 5 Stelle denunciano il flop della Commissione Europea

Solo oggi le autorità locali ammettono che la bonifica della C&C che si trova a Pernumia, nel Padovano, non è mai cominciata e che, se tutto va bene, partirà a metà novembre. Peccato che nel giugno scorso la Commissione Europea avesse dichiarato chiusa la questione affermando che le autorità competenti (Comune di Pernumia, Provincia di Padova, Regione Veneto) avessero già provveduto ad avviare la bonifica nel 2014. Un flop enorme da parte dell'esecutivo, che non ha verificato la correttezza delle informazioni provenienti dalle autorità italiane competenti e che ora dovrebbe quantomeno monitorare l'effettivo svolgimento della bonifica del sito, anche alla luce del fatto che gli stanziamenti sono sufficienti a coprire appena il 10% dei costi totali della rimozione dei rifiuti che, stando alle stime, ammonterebbero a 12 milioni".

E' quanto affermano in un'interrogazione alla Commissione Europea gli eurodeputati del Movimento 5 Stelle David Borrelli, Eleonora Evi e Marco Zullo sulla vicenda della C&C di Pernumia, tristemente nota come la Fabbrica dei Veleni. 

"La C&C é stata posta sotto sequestro nel 2005 a seguito di un'indagine della Magistratura sul traffico illecito di rifiuti tossici. Circa 52mila tonnellate di rifiuti inquinanti sono presenti all'interno dell'edificio da circa 10 anni - affermano gli eurodeputati - ma nessuna misura precauzionale è stata adottata per prevenire le infiltrazioni nell'aria, in superficie e nelle falde acquifere sotterranee. Un fatto ancora più grave, se si pensa che l'edificio è situato vicino al Parco Regionale dei Colli Euganei e in una zona ad elevato rischio idrogeologico".

Nel 2013, il Comitato Popolare Sos C&C aveva presentato una petizione di 2350 firme per far sì che la Commissione Europea sollecitasse le autorità italiane alla bonifica del sito e alla rimozione dei rifiuti tossici. Ma l'anno successivo l'esecutivo replicò che le autorità competenti avevano già provveduto ad avviare le operazioni di bonifica.

"Una falsità - appuntano Borrelli, Evi e Zullo - come confermano le odierne notizie di stampa, secondo cui a metà novembre dovrebbero cominciare le prime operazioni di asporto di 2400 tonnellate di rifiuti tossici. Al termine dell'intervento, che dovrebbe durare un mese, rimarranno ancora 50mila tonnellate di rifiuti pericolosi all'interno dei capannoni. L'emergenza, quindi, é tutt'altro che terminata. Auspichiamo che almeno in questa fase, la Commissione Europea monitori direttamente l'attività di bonifica del sito, il cui costo totale é al momento scoperto al 90%".

A Roma, negli uffici del sottosegretario all'ambiente Barbara Degani, il tavolo politico per affrontare in modo definitivo il caso della C&C

Oggi come molti di voi sanno si è tenuto a Roma, negli uffici del sottosegretario all'ambiente Barbara Degani, il tavolo politico per affrontare in modo definitivo il caso della C&C, la ‘fabbrica dei veleni’ di Pernumia.

Abbiamo finalmente iniziato un nuovo percorso ed il ministero ci ha assicurato il suo supporto per cercare una strada alternativa a reperire le risorse necessarie.
La strada c'è, e si può fare! 


Non voglio cantare vittoria prima del tempo, ma da cittadina, intravedere la possibilità di bonificare quella maledetta fabbrica dei veleni, mi riempie di gioia! 
La prima settimana di novembre cominceranno i primi lavori :sarà posizionata la centralina dell’Arpav per il monitoraggio dell’aria, sia prima e sia durante i lavori di bonifica, la seconda settimana invece inizieranno le operazioni di bonifica vera e propria.

Sono dispiaciuta che la Regione non fosse presente, ma sono convinta che non mancherà la prossima volta. 

Un passo alla volta, con l'impegno di tutti: parlamentari, sindaci, tecnici e la Regione.
Andiamo avanti! 

Titolo

Petizione ex C&C: a Bruxelles vince il buon senso

INCONTRO CON L'ASSESSORE CONTE

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Venerdì scorso, 17 aprile, si è tenuto presso l’Hotel Crowne Plaza  di Limena un incontro tra l’Onorevole Gessica Rostellato di Iniziativa Libera, l’Assessore all’ambiente Maurizio Conte e il Sindaco di Pernumia Luciano Simonetto, presenti le delegate del comitato SOS C&C e dell’associazione ambientalista LaVespa di Battaglia Terme.

L’incontro è stato voluto dalla stessa Rostellato a seguito della sua visita agli edifici della fabbrica dei veleni, accompagnata proprio dai rappresentanti dei cittadini in marzo scorso, a cui era seguito anche un incontro con il Sindaco di Pernumia Luciano Simonetto e il Presidente di Bacino Padova Sud Simone Borile.

Durante l’incontro di venerdì 17 aprile l’onorevole Gessica Rostellato ha espresso all’assessore Conte tutta la sua preoccupazione per i rischi ambientali cui la zona è  sottoposta, chiedendo quali impegni concreti la Regione assuma per la soluzione del problema.

L’assessore Conte ha confermato che la Regione Veneto ha assegnato ulteriori 1.500.000 euro per l’asporto dei rifiuti, ma saranno da inserire in un progetto a cui dovrà partecipare finanziariamente anche il Ministero dell’ambiente, se si vuole giungere alla definitiva soluzione del problema, Ministero a cui è stata inviata una richiesta di incontro, ad oggi senza esito.

L’onorevole Rostellato si è presa l’impegno di fissare al più presto tale incontro, perché non si perda tempo prezioso.

Proprio il tempo, in tutta questa vicenda, è per noi il punto critico. Della C&C si parla e si scrive da ormai dodici anni, è stata visitata da tante autorità e di tutti i livelli istituzionali, ma ancora nessun camion di rifiuti ha portato via qualcosa da lì dentro, mentre la struttura invecchia. I finanziamenti regionali del 2007 e del 2009 sono stati impiegati solo nel 2013/2014, e gli ultimi 200.000 euro, messi in gara per il primo asporto rifiuti, non risultano ancora aggiudicati.  A tal proposito il sindaco Luciano Simonetto, sempre nell’incontro di venerdì 17, si è impegnato a fornire tempestivamente a tutte le parti intervenute informazioni sullo stato dell’arte di tale aggiudicazione.

Come cittadini siamo contenti che finalmente intervenga il Ministero dell’ambiente, che tuttavia nella risposta all’interpellanza scritta della stessa Rostellato, il 13 marzo scorso aveva risposto impegnandosi solo a “vigilare sull’evolversi della vicenda fornendo, qualora richiesto, l’apporto dell’ISPRA”. Auspichiamo che l’Onorevole Rostellato e l’Assessore Conte convincano invece il Ministero che non serve solo vigilanza, servono soprattutto contributi e solerzia. I cittadini, come sempre, aspettano…

Il 23 marzo l'Onorevole Jessica Rostellato incontra i rappresentanti del Comitato SOS C&C e dell'associazione La Vespa

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Interpellanza dell'Onorevole Gessica Rostellato

1,5 MLN. AL COMUNE DI PERNUMIA PER SMALTIRE I RIFIUTI DELL’EX STABILIMENTO "C&C"

ECOPILIS ARTICOLO SULLA EX C&C

Servizio di Giovedì 27 alle ore 21 su TV7 triveneta CANALE 12 sulla ex C&C

INTERROGAZIONE A RISPOSTA PRESENTATA DALL'ONOREVOLE ERMETE REALACCI

INTERROGAZIONE A RISPOSTA PRESENTATA DALL'ONOREVOLE GESSICA ROSTELLATO

Atto Camera

Interrogazione  a  risposta  in  commissione 5-04102
presentato da
ROSTELLATO Gessica
testo di
Venerdì 21 novembre 2014, seduta n. 336

ROSTELLATO. — Al Ministro dell'interno, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare .

— Per sapere – premesso che:


i cittadini dei comuni di Pernumia, Battaglia Terme e Due Carare convivono dal 2005 con un grave rischio sanitario e ambientale, costituito dalla ex C&C, altrimenti nota come «la fabbrica dei veleni»;


è un fatiscente edificio al centro di una nota e abnorme vicenda di traffico di rifiuti tossici, avvenuta ai piedi del Parco dei Colli Euganei, vicino alle rinomate stazioni termali di Battaglia Terme, Montegrotto Terme e Abano Terme. La storia è risaputa, e ha lasciato in eredità al territorio 52.000 tonnellate di rifiuti speciali pericolosi all'interno di capannoni fatiscenti, nelle immediate vicinanze di centri abitati, campagne produttive e di un corso d'acqua che porta le sue acque a ridosso della Laguna di Venezia;
in seguito ad un processo per traffico di rifiuti tossici la struttura è stata prima sottoposta a sequestro e in seguito, dopo la revoca del sequestro, abbandonata a se stessa con il suo pericoloso contenuto;
la struttura, nel 2009, è stata inserita dalla regione Veneto nell'elenco dei siti inquinati e da bonificare, ma solo nel 2011 la regione Veneto ha stanziato 500.000 euro per la messa in sicurezza e per attività di caratterizzazione, fondi spesi nel corso del 2013-2014 per rinforzare alcune strutture e tappare le numerose falle sul tetto e alle pareti. Ma, al primo evento meteorologico importante, la struttura ha evidenziato la sua estrema fragilità e i gravi rischi cui è esposta;
l'evento atmosferico del 13 ottobre 2014 che si è abbattuto nella bassa padovana, ha colpito la struttura provocando falle sulle parti dell'edificio, smontando il portone e sollevando parzialmente il tetto. La violenza del vento incuneata nell'edificio, ha fatto disperdere le sue polveri in un raggio di incalcolabile ampiezza;
la struttura è sottoposta anche ad altri rischi, dall'incendio (già verificatosi) al terremoto, all'alluvione, rischi che non sono affatto teorici e che più volte hanno fatto temere il verificarsi di una tragedia di immani proporzioni;
l'andamento ciclico di eventi meteorologici eccezionali dimostra che i rischi, che da tempo i comitati e le associazioni denunciano, sono sempre più probabili e le conseguenze per la popolazione e l'ambiente sono imprevedibili e potenzialmente disastrose. Tutto questo non fa che aumentare l'allarme della popolazione che si sente sempre più minacciata –:


-se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa;


-come intenda agire al fine di impedire rischi per l'incolumità pubblica dovuti alla mancata messa in sicurezza della struttura. (5-04102)
 

Al Ministro dell’Ambiente
Dott. Galletti Gian Luca

Al Sottosegretario all’Ambiente
Dott.ssa Degani Barbara

Agli Onorevoli  Deputati
Dott.ssa Benedetti Silvia
Dott. Brugnerotto Marco
Dott.ssa Rostellato Gessica
Dott.ssa Narduolo Giulia
Dott. Naccarato Alessandro
Dott.ssa Miotto Margherita
Dott.  Caon Roberto

Agli Onorevoli Senatori
Dott. Bitonci Massimo
Dott. Santini Giorgio
Dott. Endrizzi Giovanni
Dott. De Poli, Antonio
Dott. Longo Piero
Dott.ssa Milanato Lorena
Dott. Dalla Zuanna Gianpiero Dott.ssa Capua Ilaria.
Dott. Marin Marco
Dott.ssa Casellati Elisabetta
Dott. Ghedini Niccolò

Al Presidente VIII Comissione Territorio ,Ambiente , lavori pubblici
Dott. Realacci Ermete

Al Presidente della Regione Veneto
Dott. Zaia Luca

All’Assessore all’Ambiente Regione del Veneto
Dott. Conte Maurizio

Ai Consiglieri  Regionali
Dott.Bortoli Mauro
Dott. Bozza Santino
Dott. Cortellazzo Piergiorgio
Dott. Lazzarini Arianna
Dott. Padrin Leonardo
Dott. Peraro Stefano
Dott. Puppato Laura
Dott. Ruzzante Piero
Dott. Sinigaglia Claudio

Al Presidente della Provincia di Padova
Dott. Soranzo  Enoch

Al Direttore Generale dell’ARPAV  di Padova
Dott. Pepe Emanuele

Al Dipartimento SISP  Prevenzione
Distretto ULSS  17 Este  Direttore dott. Ferro Antonio

Al Sindaco di Pernumia  (PD)
Sig. Simonetto Luciano

p.c. Al Sindaco di Battaglia Terme (PD)
Sig. Momolo Masssimo

p.c.  Al Sindaco di Due Carrare (PD)
Sig. Vason Sergio


  I cittadini dei comuni di Pernumia, Battaglia Terme e Due Carrare convivono dal 2005 con un grave rischio sanitario e ambientale, costituito dalla ex C&C, altrimenti nota come “la fabbrica dei veleni”.
È un fatiscente edificio al centro di una nota e abnorme vicenda di traffico di rifiuti tossici, avvenuta ai piedi del Parco dei Colli Euganei, vicino alle rinomate stazioni termali di Battaglia Terme, Montegrotto Terme e Abano Terme. La storia è risaputa, e ha lasciato in eredità al territorio 52.000 tonnellate di rifiuti speciali pericolosi all’interno di capannoni fatiscenti, nelle immediate vicinanze di centri abitati, campagne produttive e di un corso d’acqua che porta le sue acque a ridosso della Laguna di Venezia.
In seguito ad un processo per traffico di rifiuti tossici la struttura è stata prima sottoposta a sequestro e in seguito, dopo il rilascio del sequestro, abbandonata a se stessa con il suo pericoloso contenuto.

La struttura, nel 2009, è stata inserita dalla Regione Veneto nell’elenco dei siti inquinati e da bonificare, ma solo nel 2011 la Regione Veneto ha stanziato 500.000 euro per la messa in sicurezza e per attività di caratterizzazione, soldi spesi nel corso del 2013-2014 per rinforzare alcune strutture e tappare le numerose falle sul tetto e alle pareti. Ma, al primo evento meteorologico importante,  la struttura  ha evidenziato la sua estrema  fragilità ed i gravi rischi a cui è esposta.

Il fortunale del 13 ottobre c.a, che si è abbattuto nella bassa padovana, ha colpito la fragile struttura  provocando varie falle sulle pareti dell'edificio, sventrandone il portone e sollevando parzialmente il tetto. La violenza del vento , incuneata nell’edificio, ha fatto disperdere le sue polveri in un raggio di incalcolabile ampiezza.
La struttura è sottoposta anche ad altri rischi, dall’incendio ( già verificatosi)  al terremoto,  all’alluvione ,… rischi che non sono affatto teorici e che più volte hanno fatto temere il verificarsi di una tragedia di immani proporzioni: troppe volte si è rischiato l’esondazione del canale attiguo, troppe volte le trombe d’aria hanno sfiorato la struttura..

L’andamento ciclico di eventi metereologici  eccezionali  dimostra che i rischi, che da tempo i comitati e le associazioni denunciano, sono sempre più probabili e le conseguenze per la popolazione e l’ambiente sono imprevedibili e potenzialmente disastrose. Tutto questo non fa che aumentare l’allarme della popolazione che si sente sempre più minacciata.

Non è possibile aspettare oltre. Le istituzioni devono farsi carico del problema in modo urgente. La messa in sicurezza evidentemente non basta, è necessario asportare il materiale tossico per eliminare davvero il rischio di un disastro ambientale.
Siamo consapevoli dei costi molto alti che ciò richiede, ma questo non deve costituire una giustificazione per rimandare ulteriormente, considerato anche che il verificarsi di una reale emergenza,  richiederebbe nell’immediato risorse finanziarie di gran lunga maggiori.

Il Comitato e l’Associazione firmatari chiedono agli Enti destinatari di questa lettera di mettere in agenda in tempi brevi la discussione del problema della C&C per destinare al più presto dei fondi  per l’asporto di almeno una parte dei materiali tossici. La bonifica dev’essere effettuata, anche se a stralci.
La popolazione aspetta dal 2005 di vedere risanato il territorio in cui vive e lavora e non intende pagare ulteriormente le  pesanti conseguenze sul piano sanitario.
Distinti Saluti
Comitato SOS C&C
Italia Nostra
La Vespa
Legambiente Padova
Legambiente Veneto
Legambiente Dai Colli all’Adige

NB
Abbiamo presentato alla Commissione Petizioni della Comunità Europea una petizione a cui sono state allegate 2.400 firme. Il 7 gennaio 2014 ci è stato comunicato che la petizione è stata accolta e che la Commissione Europea svolgerà un’indagine preliminare sui vari aspetti del problema.

Risposta alle lettere inviate al Bacino Padova Sud e all'ARPAV

Il 13 ottobre alle ore 16.30 una tromba d'aria colpisce la ex C&C

  • danni tromba d'aria 13 ottobre 2014
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